Come si formano i rivoluzionari

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Lettera di Trotsky a Maurice Paz, simpatizzante francese

11 luglio 1929

Caro compagno Paz,

Alla lettera allegata, che non devo caratterizzare come sarebbe opportuno nella mia replica dato che sono sicuro che collaborerò con la maggioranza dei firmatari, che hanno firmato per sbaglio, a tale lettera voi ne aggiungete un’altra che mi dà la possibilità di rispondervi con la massima franchezza, in completa libertà e persino con la massima brutalità.

Voi mi chiamate il “capo” e, designandomi come tale, vi arrogate il diritto di istruirmi e guidarmi. In ogni occasione sottolineate come un “capo” debba comportarsi, come debba organizzare il suo tempo, quali lavori debba tralasciare al fine di dedicarsi agli altri che voi gli assegnate. Forse voi mi permetterete di chiedervi se il vostro tempo e le vostre forze sono organizzate in base al grande compito rivoluzionario di cui voi desiderate essere l’«asse». Perché è questa l’unica domanda su cui verte la vostra lettera: chi sarà l’asse? La vostra rottura con la pubblicazione settimanale, l’ostilità che voi mostrate verso di essa, le vostre accuse contro Gourget prima e contro Rosmer poi vertono tutte sullo stesso «asse».

Non so se io sono il «capo». Soprattutto il capo che voi ritenete adatto. Penso di no. Ma nei miei rapporti con i miei amici e con i miei nemici non ho altra considerazione che la causa rivoluzionaria. I pregiudizi personali mi sono del tutto estranei. Continua a leggere

La débâcle del lavoro salariato

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di Masaniello

Il Jobs Act ha definitivamente posto una pietra tombale sui diritti dei lavoratori salariati.

Le politiche di destra messe in pratica dal governo di Renzi che altro non è che la prosecuzione delle politiche scellerate dettate da oltre 50 anni dal capitalismo.

Il Jobs Act, la buona scuola o la pensione anticipata previo prestito bancario sono solo la faccia più sporca degli ultimi governi italiani. I continui tagli alla scuola, alla sanità e a servizi in genere portano a situazioni estreme. La sete di profitto del padronato, sostenuta e incoraggiata dal governo con questi provvedimenti, ha causato la morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanf, assassinato da un crumiro al soldo del padrone, quella di Giacomo Campo o quella del capoelettricista dell’Atac di Roma. Questi sono solo gli ultimi eroi, loro malgrado, caduti sul campo della sopravvivenza. Eppure da gennaio ad agosto 2015 (ultimi dati disponibili) ci sono stati 752 decessi sul lavoro. Questi dati aprirebbero delle crepe nelle coscienze dei governanti, se fossero veramente dotati della famosa carità cristiana che si sforzano di farci ingoiare ogni domenica. Ma i “valori” della chiesa sono buoni solo per il gregge, nel mondo dei pastori del capitale c’è spazio solo per i profitti. Continua a leggere

Rivoluzioni finte e rivoluzioni vere

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di Masaniello

Quando si indaga la realtà con un metodo materialista e dialettico, tutto appare molto diverso da come vuole il “senso comune”.

Il comunismo dovrebbe essere la casa della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Invece a causa della guerra di classe condotta dagli sfruttatori, dello stalinismo e anche per colpa della sinistra riformista (che ha fatto più danni di qualsiasi governo di destra o dei cosiddetti moderati) ci ritroviamo a subire il capitalismo.
Con i kapò che sono proprio i proletari stessi che credono di avere un posto al sole ma non capiscono che sono utili fintanto che un altro non prende il loro posto.
Il problema non è la mancanza di interesse, è che proprio non ci arrivano. L’alienazione degli sfruttati ha eliminato in loro ogni traccia di identità classista, anzi a sentir parlare di lotta di classe ti guardano imbambolati, come se tu dicessi “guarda l’asino sta volando”: qualcuno alza lo sguardo, qualcun altro ti risponde in malo modo, ma i più alzano i tacchi e vanno via come se tu parlassi di un argomento che non li tocca. Continua a leggere

Chi di honestà ferisce…

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Finalmente il M5S ha la possibilità di governare alcune tra le principali città italiane. Reduci dall’esperimento Pizzarotti, alla sindaca romana è stato affiancato un mini-direttorio allo scopo (probabilmente) di vigilare sull’HONESTÀ dei provvedimenti capitolini.

Tra un comizio e un altro, la Raggi ha scoperto che uno dei suoi assessori è al centro di un’indagine della magistratura. Della stessa magistratura che al suo tempo ha indagato Berlusconi&Co. Ma allora era sacrosanto e legittimo, ora, dopo pochi grammi di compromissione le indagini dei togati sono finalizzate esclusivamente alla loro rovina. Deliranti e ridicoli sono i commenti delle altre forze politiche che, forti della loro integrità intellettuale, possono per un attimo dimenticare i loro problemucci legali per attaccare i pentastellati.

Sta di fatto che il movimento degli onesti, che ha sempre sostenuto l’incompatibilità di un indagato con qualsivoglia carica politica o amministrativa, si è scontrato con uno dei capisaldi della democrazia italiana.

“LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI”

(Magari!!)

Evidentemente loro non sono uguali. La sindaca “de roma” difende a spada tratta l’assessore Muraro, e coinvolge grossi membri del direttorio che “leggono male le e-mail”.

Non intendiamo giudicare l’operato del M5S sulla base di un’indagine che probabilmente non porterà a nulla, ma è molto interessante sapere che dapprima la Santissima Magistratura era legittimata a indagare chiunque fosse al centro di polemiche di tipo politico, ora no. Ora devono lasciarli in pace a governare.

Lasciarli governare assieme a capi-gabinetto a 200000 € all’anno “che però sono lordi”.

È molto interessante anche notare che il taglio degli stipendi è d’obbligo solo per le cariche parlamentari, mentre i funzionari a 5 stelle possono guadagnare quanto vogliono. Questo implicitamente preannuncia una tacita inutilità “dei partiti” che devono solamente subire l’honestà.

Noi vogliamo uscire dal dogma “o con noi o con gli altri” proponendo un governo nuovo, dei lavoratori, dove non c’è potere perché una classe non domina l’altra, uno stato proletario libero dai partiti borghesi e dai finti partiti rivoluzionari.

Alla necessità della reazione grillina e borghese noi contrapponiamo la rivoluzione comunista.

IL MANDANTE È IL CAPITALE E I MORTI SONO I NOSTRI

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Si è diffusa la notizia dell’uccisione di un operaio mercoledì sera, poco prima di mezzanotte, al picchetto in corso alla GLS di Piacenza, portato avanti per l’assunzione in pianta stabile dei lavoratori precari dello stabilimento.

Abd Elsalam Ahmed Eldanf, 53 anni, egiziano, padre di 5 figli, impiegato alla SAEM (appaltante di GLS) dal 2003, è stato investito da un camionista, aizzato da un individuo collegabile all’azienda stessa. Un omicidio (e una tentata strage) che ci riporta a una stagione che molti credevano superata: quella della repressione delle lotte a suon di morti ammazzati di fronte alle fabbriche.

La durezza e l’estensione della lotta operaia nella logistica italiana ha semplicemente fatto emergere la reale natura dei capitalisti: quella di sfruttatori e di repressori dei lavoratori. E quando non bastano i licenziamenti e i tagli, si va oltre: minacce fisiche, botte (dalla polizia o direttamente “fai da te”), omicidi. Questa è la vera faccia della lotta di classe, quando cadono tutti gli orpelli “democratici” e di pace sociale tra sfruttati e sfruttatori. Continua a leggere

CARA CGIL, QUANDO TORNI A FARE IL SINDACATO?

14102451_1759341567665910_8210971789086691591_nNella serata del 30 agosto, alcuni compagni della sezione Romagna del Partito Comunista dei Lavoratori hanno distribuito un volantino in occasione della partecipazione di Susanna Camusso all’evento CGIL a San Lorenzo in Noceto, criticando aspramente la passività delle politiche della CGIL nei confronti dei lavoratori. Purtroppo Susanna Camusso non usa questi eventi per confrontarsi con la base, ma per concedere interviste alle televisioni, pertanto non era previsto alcun dibattito e non è stato possibile intervenire per esprimere pubblicamente le nostre critiche.

Cara CGIL, la tua crisi è ormai conclamata. Nel 2015 hai perso 700.000 tessere. 7000 solo la FIOM. Tra quelle rimaste vi è uno strapotere della categoria dei pensionati. Da te rimane solo chi non lavora più. O chi la tessera è obbligato a farla per seguire la pratica del proprio licenziamento. Un bel risultato, non c’è che dire. Un risultato per cui, cara CGIL, devi incolpare solo te stessa, nella persona dei tuoi dirigenti e burocrati, sempre pronti a fare accordi al ribasso, sempre proni verso un governo “di sinistra” che fa politiche antioperaie neppure sognate da Marchionne, sempre impotenti davanti allo scippo sistematico dei diritti dei lavoratori. Continua a leggere

Terremoti e razzismo, un’unica soluzione

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di Masaniello

Nel 1980 una scossa di terremoto di 6.5 della scala Richter colpì profondamente la Campania e l’Irpinia in particolare. Si contarono 2914 vittime e più di 280.000 sfollati. Questo evento, di per sé già tragico, diede vita alla maggiore speculazione post-terremoto mai avvenuta nel nostro paese: più di 66 miliardi di euro per una ricostruzione mai avvenuta completamente, processi e commissioni d’inchiesta, per poi arrivare addirittura a Mani Pulite dodici anni dopo. Per portare a cosa? Al nulla, se non a un’ulteriore spesa ai danni dei cittadini e dei lavoratori salariati. Chi ha speculato? Le banche, i mafiosi e i politici.
Sono passati 36 anni da allora, l’immigrazione non c’era, o meglio c’erano i terroni che andavano a rubare il lavoro al nord, ma di “Bingo Bongo” che non hanno di meglio da fare che rischiare la vita per venire in vacanza a spese degli italiani, niente neanche l’ombra, neanche un migrante a cui dare la colpa.
Eppure la storia è chiara, basterebbe leggerla. Continua a leggere

Accordo integrativo… ma quale accordo?

Giuliano_PolettiApprendiamo con sdegno della firma dell’accordo integrativo territoriale cooperazione sociale nella provincia di Forlì-Cesena, sbandierata dalla CGIL. Sdegno perché l’accordo non contiene alcun miglioramento per i lavoratori, ma si limita a colmare un vuoto che persisteva già da troppo tempo.

Cento euro una tantum per coprire i tre anni di vuoto, tanto valgono i lavoratori. Dal prossimo anno, l’elemento retributivo territoriale verrà calcolato su nuovi criteri (viene da chiedersi quali).

Certa è invece la flessibilità di orario che si pretende dai lavoratori con la banca ore (si lavora di più quando il padrone lo richiede e si sta a casa quando il lavoro scarseggia), in modo da venire costantemente incontro alle necessità padronali di profitto.

Altro punto assolutamente discriminatorio e intollerabile è la tabella nero su bianco del costo del lavoro per le stazioni appaltanti.

Non ci meraviglia affatto che i presidenti di Legacoop Romagna, Confcooperative Forlì-Cesena e AGCI siano soddisfatti dell’accordo, dato che per loro sarà più facile individuare l’offerta più economica e vantaggiosa per il proprio portafoglio (http://www.legacoopromagna.it/firmato-il-contratto-integrativo-territoriale-delle-cooperative-sociali-di-forli-cesena/)

E CGIL, CISL e UIL? Si limitano a “rammaricarsi” perché all’interno di questo accordo non potrà più essere garantito il mantenimento della normativa sul licenziamento illegittimo antecedente l’entrata in vigore del Jobs Act per i lavoratori nei passaggi di appalto.

Come Partito Comunista dei Lavoratori abbiamo partecipato a diverse lotte operaie davanti a sedi di Legacoop, con in ballo il licenziamento di diversi lavoratori. Questo “accordo” porterà con sé maggiore incertezza e sfruttamento, grazie anche alle leggi del governo Renzi e dell’uomo delle cooperative, il ministro Poletti.

Rivendichiamo quindi l’abolizione del Jobs Act e di tutte le leggi che hanno di fatto smantellato i diritti dei lavoratori con il silenzio assenso dei sindacati, nel quadro di una mobilitazione di massa che riporti al centro della scena politica la classe operaia e degli sfruttati.

Basta accordi al ribasso! Basta erodere i diritti!

Cellula Operaia PCL Romagna

#cooperative #jobsact #cgil #pcl

Dialogato su scienza, oggettività e borghesia

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Commenti e riflessioni a partire da un’articolo di Repubblica (“Bosone, annunciare l’errore fa avanzare la scienza” 9 agosto 2016) in cui gli scienziati del CERN annunciano che la particella cercata, che doveva confermare l’esistenza del bosone di Higgs, non esiste: il bosone di Higgs è un’ipotesi che va lasciata nel cielo della metafisica.

Da qualche parte nella Barbagia.

Personaggi:

Huattalabì
Marcus
Roger
James
Andrée

Huattalabì: La nuova particella non esiste!

Marcus: Huattà, per ritornare ad Alfven…

James: E chi è Alfven!

Huattalabì: Il compagno Marcus, con l’espressione “ritornare ad Alfvén”, vuol dire che l’idea che sta alla base della ricerca dell’esistenza della particella “cugina” del bosone di Higgs dà ragione all’astrofisico e cosmologo materialista Hannes Alfvén, membro dell’Accademia sovietica delle scienze, che dagli anni Trenta condusse la lotta contro la cosmologia del Big-bang, nella cui formulazione iniziale era presente la teoria dell’atomo primevo, una particella prima che non era altro che un’anticipazione del bosone di Higgs, il cui campo dà la massa alle particelle. Molti scienziati hanno criticato l’espressione giornalistica adottata per il Bosone di Higgs: “particella di Dio”. Ma i giornalisti coglievano il carattere metafisico di quell’ipotesi. Per Halven l’universo infinito e in continuo movimento è animato principalmente dalle forze elettromagnetiche e tutte le forze dell’universo agiscono contemporaneamente, non esiste alcun inizio assoluto, nessuna ‘singolarità’, non esiste alcun Big-bang.
Alcuni anni fa uno studente del liceo scientifico di Ozieri nella sua tesina presentata all’esame di Stato, “Il Modello Standard – La teoria dell’unificazione”, dove criticava l’atteggiamento degli scienziati del CERN di Ginevra di fronte al fallimento dei primi esperimenti alla fine del 2008 e poi rimandati al 2009, diceva così:“per gli scienziati il problema della non riuscita dell’esperimento sta non in un problema di carattere teorico ma puramente pratico, cioè l’ipotesi è fondata. Questi fisici ricordano il gesuita Clavius che contestava i risultati osservativi di Galileo sulla Luna che provavano che la luna non era un corpo perfettamente sferico ma ‘rugoso’ come la terra, era un colpo importante all’astronomia tolemaico-aristotelica. Clavius con testarda cecità sosteneva che le ombre viste da Galileo erano increspature interne alla luna, ch’era ricoperta di una sostanza trasparente, l’etere aristotelico. Lo stesso si può dire della ricerca del bosone di Higgs che serve ‘a reggere la baracca’ del Modello Standard. Ma se il bosone di Higgs non si trova, continuiamo a cercarlo in eterno o cambiamo teoria?”. In questo senso, è importante “Cosmologia o Scienza” del nostro Alfvén.

Roger: Se al capitalismo servisse trovare il bosone o un milione di bidoni, li troverebbe. La neutralità della scienza non esiste.

Huattalabì: Allora questo capitalismo è onnipotente!
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